Dal cancello a lato della villa si accede al boschetto che la circonda. Era un luogo ameno dove l’estate si passeggiava lungo i vialetti godendo la frescura dei grandi alberi. All’inizio del novecento fu piantato, secondo la moda un po’ orientaleggiante del momento, un bambuceto, che qui è diventato particolarmente rigoglioso. Troviamo poi una torre, con i merli guelfi, che si affaccia su un piccolo lago. Il gioco architettonico della torre sul lago rappresenta lo stemma della famiglia Luzi e fu costruito come dono nuziale dal marchese Filippo per la moglie Marianna Luzi, come rappresentazione del suo stemma anche se invero furono cambiati i merli da ghibellini a guelfi per adattarli alle esigenze della nuova famiglia di tradizioni papali. Nella realtà la torre al suo interno è un serbatoio che raccoglie le acque provenienti dalle grondaie della villa per poi versarle nel laghetto. L’acqua, quando supera il troppopieno, si getta in una grande cisterna che poi a caduta la manda alla zona di piantinaggio sottostante. Era una piccola opera di ingegneria idraulica per recuperare l’acqua piovana senza disperderla nel terreno ma poterla utilizzare per l’agricoltura. Nella zona sottostante così irrigata venivano messe a dimora le nuove piantine che avrebbero sostituito quelle ammalorate nell’azienda agricola.