Parco villa castiglioni

Una villa classica di campagna ottocentesca, circondata dal suo
giardino che racconta la vita e i ritmi di un tempo passato.

INTRODUZIONE

La villa

La famiglia si trasferiva nella villa durante il periodo estivo, per seguire più da vicino i lavori agricoli fino all’autunno, con la vendemmia, e per godere di un luogo ameno, circondato dal verde e a stretto contatto con la natura.

La villa è un esempio tipico di residenza rurale ottocentesca e il suo giardino racconta la vita e i ritmi di un tempo passato. Non ci sono grandi pretese artistiche, né ostentazione di potere o di ricchezza, ma il tutto rimanda a una vita semplice, legata alla natura. Il giardino diventa un luogo ameno di relax e di gioco, dove i proprietari e i loro ospiti vivono un’esistenza privilegiata, lontana dalla vita comune.

Il giardino che circonda Villa Castiglioni è parte di un complesso storico che comprende la villa stessa, un parco di circa 4 ettari, una colombaia seicentesca e la chiesa di San Carlo, situati a pochi passi l’uno dall’altro.

Un intero borgo, nel passato pieno di vita e di attività agricole. La colombaia prospiciente alla villa, presente in pubblicazioni fra cui Architetture rurali dell’ADSI, ospitava la casa del prete, quella del calzolaio, della sarta, i magazzini di stoccaggio e una scuola fino al 1950.

...Il corpo all’ombra dell’acacia bianca dorme tranquillo placido e sereno come persona che del mondo stanca lascia ad altri il dover che fece appieno.

SOSTENIBILITÀ

La nostra torre di raccolta

Il parco include elementi architettonici decorativi, ma dietro ognuno di essi si cela una funzionalità che unisce l’utile al dilettevole, come la torre guelfa e il laghetto sottostante, dono del Marchese Filippo alla moglie Marianna Luzi, il cui stemma raffigurava una torre sul lago.

Il sistema di recupero idrico, realizzato tra il XIX e il XX secolo, raccoglie le acque di prima pioggia provenienti dai tetti della villa e della cantina all’interno della torre, che funge da cisterna di primo stoccaggio. Le acque piovane vengono poi convogliate nel laghetto, sottostante la torre, dove si arricchiscono di humus e vengono indirizzate al bacino di accumulo posizionato più a valle; da qui raggiungono l’orto e le aree di coltivazione di esemplari ornamentali, grazie a un sistema a caduta. Un sistema semplice ma ingegnoso, che oggi viene recuperato per restituire al parco un’autonomia sostenibile.

Il bambuseto

Delimitato da un muretto in cotto, si apre un cancello che porta al “boschetto”, lussureggiante di vegetazione e caratterizzato dalla presenza di enormi bambù. Alla fine dell’Ottocento, con la diffusione dello stile Liberty, cresce in Italia la passione per l’esotico: fanno il loro ingresso nei giardini storici palme, piante tropicali e bambù.

Quest’ultimo ha trovato un habitat favorevole, proliferando anche in maniera eccessiva. Il progetto prevede di delimitare questa vegetazione intorno al laghetto, per ripristinarne la forma originale.

4 ettari di parco

400 anni di storia

anno di restauro

strutture storiche

10 luoghi unici

specie botaniche

Il cuore del giardino

La mappa

Scopri i luoghi del parco e lasciati guidare nel cuore della Villa.

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Elemento #1

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I PRIMI PASSI NEL SENTIERO

Progetto di restauro

Il progetto di restauro e apertura al pubblico, finanziato dal PNRR, è finalizzato non solo a mostrare la bellezza e la storia del parco, ma anche a valorizzarne l’utilità in un contesto sociale.

L’intervento mira al recupero degli elementi vegetali, liberandoli dalle specie infestanti che ne hanno ostacolato lo sviluppo, a valorizzare il disegno originario del giardino attraverso il restauro delle vaserie e a rendere il paesaggio più godibile.

Inoltre, il recupero della produttività dell’orto contribuirà a contenere i costi di gestione e manutenzione ordinaria, grazie all’impiego di nuovi metodi e tecnologie orientati al risparmio idrico ed energetico.

Il sistema di raccolta dell’acqua piovana, restaurato anche nella sua componente architettonica, sarà nuovamente attivato, portando il parco verso una quasi totale autosufficienza. Questo sistema rappresenta un esempio virtuoso di riciclo, un principio già messo in pratica dalla parsimoniosa e saggia vita di campagna, oggi più che mai attuale.

Lo scopo del progetto è riportare la componente vegetale a un nuovo equilibrio ecologico che, grazie ad accorgimenti come la piantumazione di arbusti con bacche e frutti, renderà l’habitat nuovamente adatto alla fauna locale, un tempo numerosa e ricca di specie.

Saranno ripristinate la grande isola a forma di cuore, situata di fronte all’edificio principale, con aiuole fiorite delimitate da bordure di bosso secondo la tipica architettura del giardino all’italiana; la zona di piantumazione; e la stella in ricordo degli animali di famiglia.

Verrà inoltre reso accessibile un piccolo uliveto, per raccontare come questa pianta abbia non solo una funzione agricola, ma anche un importante valore ornamentale.

Infine, sarà istituito il Museo della Quercia: proprio qui davanti potrete ammirare il più grande esemplare del parco e vi racconteremo la storia della “Quercia del Marchese”.

Un progetto che guarda al futuro

Il restauro del Parco Villa Castiglioni è reso possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 1 “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura” – Componente 3 “Cultura 4.0”, Misura 2 per la rigenerazione dei piccoli siti culturali e del patrimonio rurale.

Un investimento concreto per valorizzare l’identità dei luoghi, restituire vita ai giardini storici e aprire nuovi spazi di bellezza, natura e condivisione.

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